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Joomla!Lombardia

Come detto più volte, questo libro deve moltissimo a Joomla!Lombardia, perciò è doveroso fare una rapida presentazione di questa associazione. Anziché parlare io di Joomla!Lombardia ho preferito lasciare la parola a Donato Matturro, il presidente. Questa è l’intervista che ho raccolto.

Donato, puoi spiegare perché, nell’epoca del web e delle community in Rete, è nata Joomla!Lombardia, un’associazione di vecchio stampo?

Innanzi tutto, vecchio stampo sarai tu. E poi Joomla!Lombardia è nata proprio perché io e un pugno di amici appassionati di Joomla sentivamo l’esigenza di formare una comunità di persone, non di account.

C’è una premessa da fare: in Italia c’è una community fortissima che è quella di Joomla.it, che fa un lavoro encomiabile e che funziona davvero bene. Non solo cura tempestivamente la localizzazione di Joomla in italiano, ma il suo forum è molto attivo e in genere tutti hanno risposta alle loro domande.

Ma noi sentivamo che mancava qualcosa. Chiamalo contatto umano, chiamalo radicalizzazione nel territorio, chiamalo rapporto personale, il fatto è che ci mancava il fare gruppo, non il fare rete.

La peculiarità di Joomla!Lombardia è proprio il fatto che è costituita da uomini e donne che si conoscono personalmente, che si vedono con regolarità, che partecipano agli stessi corsi e che finiscono anche per costruire progetti insieme, sia professionali sia amatoriali. Per non parlare poi delle pizzate alla sera, dopo il corso di PHP...

Ma...

Non fare il furbo... So benissimo che sta diventando un rito andare in pizzeria ogni settimana, dopo la serata passata a smanettare sul codice!

Ecco, parliamo dei corsi.

Questa è un’altra cosa che per noi è importantissima. Siamo un’associazione di gente che usa Joomla, ma ognuno ha esperienze e quindi competenze diverse. E ci teniamo che queste competenze divengano patrimonio comune di tutti i soci (o, almeno, di quelli cui interessano).

Così abbiamo subito messo in programma un calendario di corsi sempre più ricco, in cui chi è esperto su un argomento fa da docente. I corsi base su Joomla, quelli sulla SEO, quelli su Akeeba Backup, quelli su ChronoForms, quelli su VirtueMart, quelli sulla sicurezza, quelli sulle estensioni fondamentali e tutti gli altri hanno sempre avuto un buon successo. Anzi, un doppio successo: perché il livello complessivo di competenza dei soci si è progressivamente innalzato.

Gran parte dei corsi sono gratuiti e si svolgono nell’arco di tre ore. Altri, più avanzati e della durata di un’intera giornata, sono a pagamento, ma anche in questi casi il prezzo è davvero di favore.

Per non parlare del già citato corso di PHP, che si svolge in modo particolare: sono lezioni di tre ore l’una (alla sera), per dieci lezioni complessive. E un corso del genere ai soci costa solo cento euro! Ecco, questa è la potenza dell’essere un’associazione senza scopo di lucro fatta da persone che credono nella condivisione della conoscenza.

Come è nata...

Prima di dirti come è nata, lasciami dire un’altra cosa. Sono molto contento (ed anche un po’ orgoglioso, lo ammetto) del fatto che il nostro fare gruppo non sia solo rivolto all’interno, ma anche all’esterno. Sono stati sviluppati rapporti vicendevolmente proficui con altre associazioni del territorio, come Informatica Solidale, i Centri di Servizio per il Volontariato di Milano e di Monza, alcuni Gruppi di Acquisto Solidale e così via...

Con loro abbiamo messo in cantiere diversi progetti, ma non solo: spesso partecipiamo insieme a manifestazioni sul territorio che vertono in genere sulla sostenibilità, declinata in diverse forme. Nel nostro specifico, la sostenibilità ha il sapore del software libero e della libera circolazione sia degli strumenti sia delle competenze informatiche. Fa bene all’ambiente (il concetto di riuso è una pietra miliare del software libero), fa bene alle tasche (perché spesso è gratuito) e fa bene alle persone (perché le rende libere e competenti).

Da questo punto di vista, Joomla!Lombardia vuole assumere una rilevanza politica, perché ha qualcosa da dire sulla gestione della polis, della città.

OK, ti concedo il moto d’orgoglio. Ora racconta come è nata Joomla!Lombardia.

Del bisogno primordiale Sorridente ho già parlato. Ma una volta individuato il bisogno il problema era come realizzare ciò che avevamo in testa. A questo proposito, Joomla!Lombardia ha un enorme debito di riconoscenza con Joomla!Veneto, che ci ha assistito sia con consigli sia con avvertimenti. Joomla!Veneto esiste da diversi anni ed è stato il loro esempio ad ispirarci.
Devono aver fatto davvero un buon lavoro, perché oltre a Joomla!Lombardia ci sono ora associazioni simili in Calabria, in Campania, nel Lazio e in Sicilia. Sta nascendo Joomla!Emilia-Romagna e spero che altre regioni seguano l’esempio.

A proposito di territorio, Joomla!Lombardia vuol dire Joomla!Milano?

Purtroppo per ora sì. C’è qualcuno che arriva anche da altre province (le province di Monza e Brianza o di Lodi sono geograficamente milanesi), ma tra i circa 150 soci sono perle rare.
Io spero tanto che in un futuro non lontano arrivino soci anche da Mantova, da Sondrio o da Brescia (solo per citare le più lontane). Sfortunatamente, il limite di essere un’associazione legata al territorio è proprio la difficoltà di richiamare le persone che vivono più lontano.

Una possibilità sarebbe quella di formare gruppi locali, con attività proprie ma con il supporto dell’intera associazione. Però queste cose devono nascere dal basso: spero che questo libro possa aiutare a far conoscere Joomla!Lombardia anche al di fuori dell’hinterland milanese e che richiami persone con la voglia e la capacità di fare nascere gruppi provinciali. Appassionati di Joomla che vivete ai nei luoghi più remoti della Lombardia, fatevi avanti e fatevi conoscere!

Una tipica riunione di Joomla!Lombardia...

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